29 Ottobre 2017

Pensare e sentire sono due cose diverse. Spegni la testa ogni tanto!

Pensare e sentire sono due cose diverse. Spegni la testa ogni tanto!

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Pensare e sentire sono due cose diverse, sembra un’affermazione tanto ovvia quanto banale. Tu la testa la spegni ogni tanto? Per me non è sempre facile.

Sono una persona razionale, una grande pensatrice e sono fatta da uno strano miscuglio di sogni e concretezza. La prima domanda che mi faccio quando vedo un oggetto, quando mi accade qualcosa o quando devo fare io qualcosa è: “a che serve?”. Questo, se da una parte mi aiuta a progettare la vita, dall’altra produce una infinità di pensieri (alcuni anche pesanti!).

Detta senza giri di parole sono una che pensa troppo! E quando penso troppo mi perdo, non capisco più cosa realmente voglio e cosa no e il mondo colorato che di solito vedono i miei occhi finisce con il perdere la sua brillantezza.

Credo di essere in buona compagnia, visto che noi occidentali ci identifichiamo con il nostro pensiero (il famoso cogito ergo sum): sono quello che penso, o meglio ancora, sono la persona che pensa i miei pensieri. Io sono la persona che pensa all’argomento del prossimo post di questo blog, io sono la persona che pensa ai panni da stendere e la spesa da fare, io sono la persona che pensa alcune cose della vita piuttosto che altre.

Ma questa mattina riflettevo sul fatto che, quando nel parlare con qualcuno, dobbiamo indicarci non lo facciamo toccandoci la testa ma il cuore. Quando dici: “Io sono …” la tua mano si adagia sul petto, non là dove sforni pensieri a ciclo continuo.

Non è che, per caso, invece di avere una mente (per altro utilissima!) al nostro servizio abbiamo finito con l’essere posseduti dalla nostra mente?

Quando ti identifichi solo con i tuoi pensieri prima o poi ti perdi perché vieni trascinata da un cavallo impazzito e fuori controllo (la tua mente). A me succede spesso ma quando me ne rendo conto corro ai ripari e spengo la testa!

Come? Con il “sentire”

Sentire è difficili da definire perché è un modo di essere ma posso raccontarti cosa faccio per entrare in questo stato speciale.

Ascolto. Cerco di spostare la mia attenzione dal canale visivo (quello che uso prevalentemente) verso quello uditivo. Mi concentro sui suoni della natura (se posso farlo) come il vento, la pioggia, il mare, gli uccelli che si chiamano, un temporale ma anche il gocciolio di un rubinetto chiuso male, il suono della matita che scivola sulla carta, i tic tac di un orologio o della tastiera del pc. Per spostarti nel sentire può essere di grande aiuto anche la musica, meglio se strumentale (le parole attivano il pensiero!) e se non legata a ricordi particolari.

Osservo il mio respiro. Questa è la base di ogni forma di meditazione e consapevolezza. Se non ci sei abituata probabilmente riuscirai solo per pochi istanti alla volta a prestare attenzione unicamente all’aria che entra ed esce dai tuoi polmoni prima che qualche pensiero faccia capolino nella tua mente. Sii gentile con testa e datti il tempo di imparare ad ascoltare il suono più bello che ci sia: te stessa!

Cammino e/o nuoto. Non sono una grande fan dello sport ma camminare e nuotare mi permettono di lasciare che pensieri ed elucubrazioni varie escano fuori dalla mia testa grazie al movimento del corpo.

Scarabocchio. Prendere carta e penna e lasciare che la mano vada dove vuole, senza esercitare nessun controllo, senza nessun obiettivo figurativo o estetico da raggiungere sono un modo bellissimo per ascoltare ed ascoltarsi.

I suggerimenti per spegnere la testa non sono mai troppi (come succede per i pensieri!).  Tu cosa fai quando vuoi “sentirti”?

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