25 agosto 2018

3 segreti (che tutti conoscono) per coltivare la felicità

Felicità è una mano sul cuore piena d'amore

Te la ricordi la canzone Felicità di Albano e Romina?

Se stai storcendo il naso, sono d’accordo con te sul fatto che non sia il punto più alto toccato dalla musica italiana, ma contiene una grande verità.

Pensiamo sempre che la felicità sia una meta difficile da raggiungere, che sia uno stato fugace e temporaneo e soprattutto cerchiamo la felicità ovunque tranne che nel posto giusto: dentro di noi!

 

Il mio vademecum per essere sempre (o quasi) felice è questo:

1. La felicità è nelle piccole cose.

La vera felicità non è fatta da un grande evento, spesso difficile da raggiungere (ottenere un lavoro, comprare una casa o una borsa, innamorarsi dell’uomo giusto, andare in vacanza, ecc) ma è una infinita sequenza di piccoli attimi di gioia.

Sentire l’aria fresca in riva al mare, il profumo di un fiore, il sorriso di un bambino, la mano tesa del nostro compagno, il sorriso complice di un’amica, una passeggiata in solitudine, il ritornello allegro di una stupida canzone, il cinguettio degli uccelli la mattina presto … potrei veramente continuare all’infinito questo elenco di piccole perle. Come si fa ad apprezzare queste piccole gioie nella vita di tutti i giorni?

Restando PRESENTI. La presenza è uno stato di costante attenzione al momento presente, è invitare, con gentilezza, la nostra mente a non vagare fra il passato ed il futuro ma a restare nel presente.

La felicità è possibile solo restando nel presente, nell’attimo che stiamo vivendo e coglierne tutta la sua preziosità. Se stai pensando ad una discussione avuta a lavoro (passato) o a cosa dovrai fare appena arrivata a casa (futuro) non sei nel presente e non puoi cogliere la bellezza di quello che ti succede intorno.

Essere presenti e cogliere la felicità dalle piccole cose è un allenamento costante e continuo, non una disposizione d’animo che si ottiene dall’oggi al domani. Lo sforzo che compi in questo esercizio è già un passo avanti, il renderti conto che fino ad un momento prima la tua mente era altrove è già un passo avanti nella strada da fare.

2. La felicità è un modo di essere.

Ti può sembrare scontato ma non lo è affatto. Tutti ci siamo caduti e tutti ci cadiamo nel pensare che per essere felici dobbiamo avere qualcosa. 

Sarò felice quando avrò….

Compila un elenco di almeno dieci condizioni che stai ponendo alla tua felicità (quando avrò perso peso, quando avrò cambiato lavoro, quando avrò più soldi, quando avrò comprato…). Sei proprio sicura che sarai felice dopo aver ottenuto queste cose?

Viviamo in una società capitalistica, lavoriamo non solo per i beni primari ma soprattutto per quelli di secondo e terzo tipo (ne abbiamo realmente bisogno per essere felici?) e ci illudiamo che avendo qualcosa staremo meglio, altrimenti non si spiegherebbe la folle corsa a comprare l’ultimo tipo di cellulare, l’ultima macchina sempre più grande, l’ultimo modello di una casa di moda.

Le persone felici non hanno bisogno di grandi beni materiali per esserlo. Guarda i bambini (quelli piccoli perché quando crescono vengono subito tirarti dentro nell’inganno del “sarò felice quando avrò”): a loro basta davvero una scatola di cartone riciclato per essere felici.

3. La felicità è togliere e non aggiungere.

Questo punto è la diretta conseguenza di quello precedente perché quando non troviamo la nostra felicità è perché la stiamo rendendo complessa.

La felicità è una cosa semplice (parafrasando un’altra canzone famosa) ed è fatta da sottrazioni. Tagliare, togliere, potare, buttare via dalla nostra vita tutto quello che la rende inutilmente complicata e ridefinire le priorità è un passo imprescindibile per essere felici.

 

Quali sono i tuoi veri bisogni? Di cosa vuoi riempire la tua vita? Per cosa vale la pena impegnarsi? Cosa ti fa stare bene? Sono le domande da porti per un recupero di te stessa e di una vita autentica.

Inizia subito e scrivi nei commenti le risposte a queste domande!

 

Photo by Andres Iga (Unsplash)

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