22 settembre 2017

Tre cose di me che vorrei donarti

C'era una volta ... continua tu!

c'era una volta

Questa settimana sto partecipando ad un challenge di Giada Carta  per ripartire dopo una lunga pausa e farlo con un pizzico di allegria e gioco. Compito della terza giornata è stato quello di definire la mia personalità in soli tre aggettivi e trovare altrettanti oggetti che li rappresentassero.

Per parlare di me ho usato alcune carte dell’InventaFavole di Claudio Pallottini (le conosci? Guarda nella Gallery): una giovane donna su un bel prato, dei bambini che volano con una mongolfiera e un armadio socchiuso in una soffitta. Per la mia mente fantasiosa queste immagini simboleggiano il mio essere poetica, allegra e curiosa. Vorrei regalarti un po’ di queste mie qualità. Perché?

Perché solo se guardi con gli occhi del cuore puoi vedere bellezza e poesia ovunque, perché se sai gioire con la tua parte bambina puoi conservare l’entusiasmo per la vita e la felicità delle piccole cose, perché la curiosità è sempre all’inizio di un viaggio che sia lontano o vicino, alla scoperta di luoghi ameni o di parti inesplorate di te. Poesia, allegria e curiosità non si possono impacchettare e spedire. Come posso fare per mandartene un po’?

 

Con una favola, ecco come posso fare!!!

Una favola che scriveremo insieme, ti va? Io inizio e tu prosegui nei commenti sotto il post (lasciati ispirare dalle carte, le puoi osservare nella gallery). Hai voglia di giocare e di fare il pieno di poesia, allegria e curiosità?

 

Pronti … Partenza … Viaaaaaaa

 Clicca qui se vuoi scaricarla e leggerla con calma

C’era una volta, c’è e sempre ci sarà una donna di nome Violetta, sempre indaffarata a mettere ordine nella sua casa e nella sua vita.

“Con due bambini, un marito ed un lavoro come posso pensare di tener ordinata questa casa? E’ impossibile!” continuava a sbuffare tra sé e sé, raccogliendo vestiti sporchi, giocattoli e avanzi di merendine, senza mai guardarsi nel grande specchio del soggiorno, per non vedere riflessa l’immagine di una donna stanca ed arruffata (ben diversa da quella di qualche anno fa).

“E queste cosa sono?”. Riordinando tra le carte sparse sul tavolo, tra una fattura, un disegno dei bimbi e la lista della spesa vide tre carte, come quelle da gioco, ma più grandi, quasi quanto uno dei quaderni su cui ogni tanto scriveva le sue idee e i suoi sogni, per poi richiuderlo sospirando, con la tristezza incollata tra le mani. “Forse uno dei bimbi le ha prese da scuola o da un compagno per sbaglio. Caspita! Come sono belle!”.

Violetta era come calamitata dalle carte, c’era qualcosa di “speciale” in quelle immagini che faceva fare al suo cuore una piccola capriola nel petto. Le guardava e riguardava senza capire il loro fascino. “Una bella e giovane donna su un prato, capelli sciolti, piedi nudi e simpatici animaletti intorno a lei … beata lei! Io non ricordo più la volta che mi sono sdraiata su un prato a non far nulla, se non guardare le nuvole! E questa qui? Quattro bambini che volano nel cielo come una mongolfiera. Sembra si stiano divertendo … del resto i bambini si divertono con poco. Ma non sarà pericoloso lasciare dei bambini in una mongolfiera senza un adulto che badi a loro? Ma questa qui … “ disse mettendosi una carta bel davanti agli occhi “è quella che più mi piace! Una vecchia soffitta polverosa, l’ombra di un bambino e una bimba che si prendono per mano (potrebbero essere i miei figli!) e un armadio antico con un’anta socchiusa che lascia intravedere un po’ di cielo … il cielo …”

 

Come continua la “nostra favola?”

 

Continua tu nei commenti (se proprio sei una timidissima scrivimi il seguito a [email protected]). Aiutami costruire questa favola e a regalarti poesia, allegria e curiosità (tre amiche che ti saranno di grande aiuto!).
Nel prossimo post riprenderò il racconto incorporando quello che hai scritto e poi ti cederò di nuovo la parola nei commenti, fino a costruire una favola corale con le voci di tutte noi. 

 

 

 

 

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